15 dicembre 2017

IL MANIFESTO > Giochi proibiti in punta di prog



Sento doppio non è un album semplice. Realizzato, in cd e in vinile e con qualche sottile differenza nelle rispettive track-list, dal duo John De Leo e Fabrizio Puglisi, l’album si connota ai ripetuti ascolti come un magnifico cassettone di modernariato sonoro. Detta così può apparire un’affermazione di segno negativo, ma ciò invece palesa – controcorrente – un rimodellamento progettuale dei brani, dato dalla raffinata produzione e operato sulla consapevolezza di aver attraversato per scopo territorialità musicali trasversali.




RECENSITO.NET > “Sento Doppio / o dell’inaudito mondo sonoro di John De Leo”

Recensione di Marco La Placa 

[…] De Leo si presenta con “Sento doppio” – ultimo lavoro discografico uscito lo scorso 6 ottobre per la Carosello Records – recuperando l’essenziale concetto di duo insieme al pianoforte di Fabrizio Puglisi, compositore dotato di particolare raffinatezza e sensibilità.

[…] Nell’incognito e sorprendente cammino intrapreso, De Leo è un contemporaneo Michelangelo, scultore che tira fuori non già dal marmo ma dalla voce dell’uomo l’inaudito ancora seppellito, fornendoci lui stesso un punto di vista nell’ultima traccia “Vago Svanendo” (title track del suo primo album) – «qui non è musica solare. Siamo sull’altro versante» , tenero e sperduto, enigmatico e risoluto, lirico e dissonante per rimanere «là, sulle stelle» e lasciarsi trasportare e volare leggeri, come due amanti sospesi, nel cielo di una tela di Chagall.


LEFT > LA VOCE CHE LANCIA SUONI PRIMORDIALI

L’intervista di Alessandra Grimaldi


L’album offre otto brani intensi, che giungono all’ascoltatore spaesandolo a volte, ma che definiscono egregiamente un discorso musicale. Lei ha definito questo lavoro: «Musiche dell’errore e altri fonosimbolismi antiregime», ce lo spiega?

La speranza è che il disco, con tutto il significato che porta con sé, metta in moto interpretazioni proprie. In questo disco uso molto la voce ma non mi interessa solo lo strumento voce, ma il suo essere naturale, dove non c’è niente di pensato a priori; mi accorgo di non imitare solo degli strumenti, ma di lanciare suoni che possano avere un carico di significato, non particolarmente filosofico, anche primordiale.



05 dicembre 2017

Other Shapes > su Vevo




É stato pubblicato su Vevo il video live Other Shapes (searching for) 
di John De Leo e Fabrizio Puglisi Duo con Gianluca Petrella ospite speciale. 
Il brano è tratto dall’album Sento Doppio (Carosello 2017).
Registrazione del 5 ottobre 2016 presso Studio Sonora Bigallo, Firenze. 
Regia Gregorio Adezati | Montaggio Alessandro Manenti 


21 novembre 2017

SENTO DOPPIO > La Recensione di STEFANO ZENNI

Giovedì 23 novembre, alle ore 18:00 
presso La Feltrinelli di via Ravegnana a Bologna

il critico e musicologo Stefano Zenni 
presenta il nuovo album di John De Leo e Fabrizio Puglisi 



La sfida del duo è una delle più ardue e affascinanti del jazz. Le necessità ritmiche, il timore del vuoto sonoro, l’interazione messa a nudo, sono alcuni dei rischi calcolati che i due giocatori mettono in campo nel disegnare il discorso musicale. La sfida diventa ancora più affascinante se a condurla è la voce di John De Leo, figura chiave della musica italiana contemporanea, e oggi solista votato a sperimentare le infinite possibilità di una voce che può assumere contorni e colori nuovi che giungono dai mondi musicali più diversi. Da tempo De Leo incrocia le sue evocazioni con lo stile non meno eccentrico di Fabrizio Puglisi, che sa aprire squarci e abissi tra le maglie fitte del suo pianismo, capace anch’esso di piegarsi a colori inusuali con l’uso di oggetti e preparazioni varie nello strumento. Questo duo brilla come una delle realtà più sorprendenti e inclassificabili del jazz italiano, che punta a mettere in crisi qualche certezza matematica: 1+1 non sempre fa due ma produce qualcosa di più.   




Strumento organico, strumento meccanico: la voce e il pianoforte. In genere la voce domina - con la sua varietà di intonazione, colore, flessibilità. - e il pianoforte accompagna - solido, armonico, stimolo e tappeto al tempo stesso. Nel duo di John De Leo e Fabrizio Puglisi questa modalità classica di incontro affiora qui e lì ma non è mai la regola: anzi, essa suona come una delle tante possibilità di incontro/scontro/dialogo tra i due strumenti. La voce di De Leo - tenera, disperata, catastrofica, minacciosa, sperduta, sinfonica - gioca come il gatto con il topo con il pianoforte di Puglisi - ludico, enigmatico, scontroso, risoluto, centrifugo. Nessuno dei due si adagia sul ruolo consolidato che la tradizione gli consegna, e la danza reciproca, alla pari, tra i due "strumenti", assume le movenze del teatro, della messa in scena, di una drammaturgia guidata dalle composizioni originali, dagli spigoli di Monk, dal lirismo di Coltrane, dall'estro dell'improvvisazione. Lo humour e il dramma di questa musica sorgono dal bisogno di De Leo e Puglisi di superare i limiti del proprio mondo, per incontrare l'altro: slanci, capitomboli e abbracci sono la trama e il senso di questo nuovo racconto espressivoStefano Zenni